venerdì, 19 giugno 2009

oggi ho imparato che...


la grande importanza della scoperta del fuoco è stata la possibilità di vedere di notte,  Sparta e Atene erano due città alleate, Giulio Cesare ha fondato Roma, Costantinopoli era in Germania anzi era l'antica Milano, il Gange sfocia in Egitto, ai poli il clima è un po' freddo, il Giappone è la terza città più grande dell'Asia, la flora è la vegetazione e la fauna la coltivazione...

Chissà cosa scoprirò domani...

Imparo, imparo, imparo...


golden boy


responso di heraclitus delle ore 21:59

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lunedì, 23 giugno 2008

esami (2)


Stavolta gli orali, stavolta le mie materie.

Sai chi era Martin Lutero?
Certo, quello che ha lottato per i diritti dei neri.

Che lavoro faceva la madre di Socrate?
L'allevatrice di bambini.


responso di heraclitus delle ore 10:43

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domenica, 04 novembre 2007

A.I.D.A. è on line


Finalmente da qualche giorno è on line la prima A.I.D.A.:

Accademia Imparificabile di Diseducazione Assoluta.

Sotto la guida del preside Nicce, l'istituto denominato (Un)Saved by the Bell [per i non anglofoni e anglofili: (non) salvati dalla campanella] si propone di realizzare un profondo ed incisivo cambiamento nel mondo della scuola, dell'educazione e della formazione.
Leggete il suo manifesto programmatico.

P.S.: lanciamo anche un contest: chi indovina di cosa è citazione il nome dell'istituto (Un)Saved by the Bell?


responso di heraclitus delle ore 08:54

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giovedì, 05 luglio 2007

chiavi di giugno


Come ogni inizio mese, ecco l'elenco dele chiavi più strane che vi hanno aperto i cancelli di questo blog:

  • il posto è ancora vacante: cercasi cartomanti.
  • la filologia è una passione crescente: etimologia canguro.
  • subito o da infliggere?: collare infamante.
  • uno storico particolare: acrobata in grecia antica.
  • interessanto ai particolari importanti: brigitte bardot misure corpo.
  • palestra cercasi: come si fa a diventare muscolosi.
  • nella vecchia fattoria: disegni di maiali.
  • scuola di disegno: disegni di samurai, uomini guerrieri, mitologia, robot guerrieri, teatro amleto, uomo giapponese, ninfe.
  • parole e immagini: disegni parola ti amo.
  • combinazioni più che filosofiche: ermafrodito + derrida.
  • cineforum: film sui tesori sommersi.
  • fotografie antiche, molto antiche: foto di ninfe greche.
  • confessioni: ho baciato giorgio adamo.
  • antiquariato: libri di spade antiche.
  • strani fumetti: manga tatto free.
  • sportivi?: palline da tennis come utilizzarle.
  • racconti particolari: racconti di dominatrice e schiavo.
  • antropologia: tabù aborigeni.
  • un vero enigma: tatto enigma music.


responso di heraclitus delle ore 08:22

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domenica, 01 luglio 2007

i (mis)fatti di villa ada


Ecco il comunicato della Banda Bassotti.
Lo riporto integralmente.

Tutti i TG nazionali, tutti i quotidiani, un approfondimento con tanto di esperti (di che poi?) su RaiTre, continue richieste di interviste, dichiarazioni congiunte e concordanti del sindaco Veltroni e del fascista Alemanno.
L'aggressione dei fascisti a Villa Ada il 28 notte dopo il nostro concerto deve aver colpito l'immaginazione di molti. Si rispolverano termini come "Apologia di Fascismo" (reato in teoria) e si evocano gli spettri della violenza degli opposti estremismi.
Già, opposti. Come fascismo e antifascismo, come reato e principio costituzionale.
In ogni modo, bisogna interrogarci su quale sia la novità che tanto inquieta in questa arsura estiva.
I fascisti ci sono sempre stati; hanno negozi, sezioni, siti web e addirittura centri sociali (vero Sindaco?) dove si vende e si distribuisce materiale razzista, revisionista e negazionista. Si presentano alle elezioni insieme a quello che viene chiamato "centro-destra". Le loro bandiere sventolavano anche sotto il palco del Family Day, vanno in televisione, e nelle curve degli stadi. Non vediamo realmente dove sia la novità in tutto questo. E perché questi uomini illustri, oggi solo si sorprendano che ci siano dei fascisti, degli xenofobi e intolleranti e si sorprendano anche che vengano ad aggredire un concerto della Banda Bassotti. Noi non siamo affatto sorpresi. In 16 anni di tours hanno provato molte altre volte ad aggredirci.
Ci vengono in mente Bolzano, Milano, Bergamo, Madrid, Bilbao e anche a Roma un anno fa per dirne qualcuna. Ed erano sempre fascisti. Strano eh?
I fascisti aggrediscono con i coltelli, quasi sempre feriscono, a volte uccidono e spesso non vengono presi. Provate a contare le decine di episodi denunciati solo nell'ultimo anno.
La notte di giovedì la polizia era assente e quando è arrivata non è entrata nella villa perché male equipaggiata ed ha concesso quindi agli aggressori 10 minuti buoni in più di autonomia.
In attesa che arrivassero i rinforzi, chiaramente non hanno fermato neanche uno degli aggressori.
La polizia era però presente nel pomeriggio per verbalizzare una querela contro uno di noi accusato di ingiurie, ossia di "aver detto parolacce" al figlio di un loro funzionario per un motivo surreale.
La polizia era presente anche per arrestare chi si voleva autodifendere (chissà perché) dai fascisti.
I feriti sono molti di più di quelli che dicono i giornali che peraltro come al solito non hanno fatto che travisare ed inventare di sana pianta nostre dichiarazioni. Ma questo è ciò che spesso succede. per noi neanche questa è una novità.
Chissà quante teorie nei prossimi giorni; "indignazione", "pugno di ferro", "legalità". sociologi invitati a dibattiti e uomini illustri che si riempiranno la bocca di tante belle parole e di antitodi sicuri da adoperare.
Scusateci tanto. Noi non ce la facciamo a stupirci. L'unica cosa reale sono questi ennesimi nostri feriti, sono questi nostri ennesimi denunciati perché colpevoli di essersi difesi. Ed è a loro che va la nostra solidarietà e il nostro affetto. A questa gente che paga con noi la realtà di vivere in un Paese in cui il fascismo è un'opinione come le altre o al massimo un estremismo pari a quello di chi ha liberato questa nazione offrendo in cambio il proprio sangue, la propria gioventù, la propria vita.
Noi andiamo avanti per la nostra strada; conosciamo il nostro mondo e non possiamo viverlo saltuariamente.

Antifascisti Sempre.


responso di heraclitus delle ore 15:01

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giovedì, 28 giugno 2007

profumi inefficaci


Era una festa meravigliosa, su questo non potevano esserci dubbi. Come tutto luccicava, profumava, rumoreggiava! Non si poteva decidere se fosse più intenso il luccichio dei gioielli o quello delle decorazioni. La luce che diffondevano i lampadari giocava e danzava sulle candide schiene nude e i volti accuratamente dipinti delle signore, sulle nuche grassocce, sulle camice inamidate e sulle uniformi rigide degli uomini impettiti, sulle facce sudate degli inservienti che si aggiravano per le sale con le bevande. Profumavano i fiori sparsi un po’ ovunque nel padiglione; profumavano le essenze parigine di tutte quelle signore tedesche; profumavano i sigari degli industriali e la brillantina dei giovani slanciati nelle loro eleganti, aderenti divise da SS; profumavano i principi, le principesse, i capi della Polizia segreta di Stato, i direttori dei feuilletons, le dive del cinema, i professori universitari, che occupavano una cattedra di scienza della razza o della guerra, e i pochi banchieri ebrei, la cui ricchezza e le cui relazioni internazionali erano tanto potenti da permettere loro di prendere parte a una manifestazione così esclusiva. Si diffondevano folate di effluvi artificiali come a coprire un altro aroma, il puzzo stantio e dolciastro del sangue, che in realtà era amato e impregnava ormai l’intero paese, ma di cui si provava un po’ di vergogna in un’occasione tanto straordinaria e in presenza dei diplomatici stranieri.
(Klaus Mann, Mephisto. Romanzo di una carriera).


responso di heraclitus delle ore 07:23

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martedì, 26 giugno 2007

ultimi acquisti in libreria


È da un po' che non posto i risultati dei miei passaggi in libreria, anche perché, effettivamente, non andando più fino al centro di Roma (dove ci sono le librerie di cui ho le tessere-punti) quasi tutti i giorni, tali passaggi sono dvenuti più rari.
Comunque, ecco gli ultimi frutti:
  • Gianni Canova, L'alieno e il pipistrello. La crisi della forma nel cinema contemporaneo. L'ho già letto, ed è un ottimo libro, anche perché (stranamente) conoscevo quasi tutti i film che citava ed usava come esempi. Qualche riflessione nei prossimi post.
  • Zadie Smith, Denti bianchi. Romanzo consigliato da una collega del corso che mi ha afflitto negli ultimi due anni (una delle poche sane di mente...).
  • Aby Warburg, La rinascita del paganesimo e altri scritti (1889-1914). Del maestro di Didi-Huberman, di cui tanto ho apprezzato i libri finora letti, dovevo avere qualcos'altro oltre la breve monografia su Botticelli, e così ho preso questo volumone di 700 pagine pieno di saggi molto interessanti sull'arte soprattutto umanistica e rinascimentale.
  • Thomas Carlyle, Gli eroi. Il culto degli eroi e l'eroico nella storia. In questo saggio l'autore scozzese sviluppa la teoria dell'eroe come salvatore e guida che ogni epoca reclama, che i popoli derelitti attendono: eroi divinità (Odino), eroi profeti (Maometto), eroi poeti (Dante, Shakespeare), eroi sacerdoti (Lutero, Knox), eroi letterati (Rousseau), eroi sovrani (Cromwell, Napoleone).
  • Sergio Brancato, La città delle luci. Itinerari per una storia sociale del cinema. Comprato per un'assoluta fiducia sull'autore, autore, tra l'altro, di un ottimo libro e di bei saggi sui fumetti.


responso di heraclitus delle ore 07:39

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martedì, 19 giugno 2007

ninfa cadente [3di3]


panni stesi sulla strada nel quartiere romano di trastevereI panni appesi tra finestre di fronte, l'intimità del letto esposta al frastuono della strada, panneggi spensierati e senza trascendenza; al suolo, stracci, mucchi di ogni specie: a Trastevere "dalle finestre, dai balconi, sostenuto da corde lanciate da una casa all'altra, sui lati opposti della strada, pendeva il bucato, un imbadieramento anonimo di stoffe lacere, quasi un addobbo simbolico della miseria brutale" (Emile Zola, Rome).

Dopo i fasti del Rinascimento e la persistenza, anche se a volte nascosta, nell'epoca moderna, Ninfa è caduta nella miseria contemporanea: secolarizzata, precipita a terra e rotola fino al marciapiede, sta sospesa alle corde del bucato o giace nei cumuli dell'immondizia.

Secondo uno storico-straccivendolo, la topografia della città va letta in senso antropologico: la strada non è semplicemente uno spazio aperto tra le case, è "magia della soglia", "viscere", "grembo di prostituta", va interrogata come "testimonianza della mitologia latente, dove s'individuano l'impensato, la memoria, la lunga durata di una cultura" (Walter Benjamin, I "passages" di Parigi); ha uno spessore storico, un humus di anacronismi, un tempo dialettico in cui il presente risuona d'armoniche strane, fatte del rumore dell'età, perché l'Ora è l'immagine intima di Ciò che è Stato, è memoria, presenta delle sopravvivenze.
Il moderno fa divenire alla moda il démodé, l'antiquato, il compiuto, il cadaverico, la morte: diventano alla moda gli abiti smessi.

La strada e le sue viscere sono splendidamente descritte da quel romanzo dei rifiuti che è I Miserabili di Victor Hugo: Parigi è un organo, un "polmone" che respira, un'"orgia", un "inviluppo", un "labirinto", una "madrepora colossale", un "intestino di Leviatano" che si rimescola. Melma e anima: dalle fogne risale la verità, la memoria.

Il barrage è uno strofinaccio, un abito smesso, il riuso di un tessuto qualsiasi, un panno, un vestito logoro, un avanzo di moquette. Gli stradini parigini lo dispongono nei canali di scolo, addossato ai marciapiedi, per indirizzare i rigagnoli verso i tombini della fognatura.
Mucchi di stoffa ripugnanti, inzuppati d'acqua sudicia, che agganciano i rifiuti, come i coralli nel fondo marino catturano le alghe circostanti.
Sono stati soggetti delle fotografie di molti artisti durante tutto il Novecento:
di Eugène Atget (1911), di Làszlò Moholy-Nagy (1925), di Alain Fleischer (Paysages du sol, 1967-1968), di Denise Colomb (1989), di Steve McQueen, (Barrage, 1998; nell'immagine).

barrage di steve mcqueen

Non più scosso da Zefiro lascivo ma rimescolato dall'acqua sporca che passa, il panneggio di Ninfa sopravvive diventando più impuro e decomponendosi.

In ogni cosa c'è una divinità. Divinità minori ma onnipresenti e sovrane: il bitumatore accovacciato sul suo elemento magico e nauseante, da dove esala un fumo infernale; lo straccivendolo, padrone e Minotauro di un "Labirinto fangoso dove in cupi fermenti sciama l'umanità" (Charles Baudelaire, Il vino degli straccivendoli); la passante che "con un gesto sovrano l'orlo della sua veste sollevò con la mano" (A una passante).
Baudelaire sembra disegnare un vero schema dialettico del declino di Ninfa: prima "sembra, coi suoi vestiti d'ondulante madreperla, che danzi se cammina"; poi diventa simile a un "serpente che danza", ritmo, animalità; infine s'affossa nel cadavere di una "carogna infame" incontrato per caso "svoltato appena un sentiero", panneggio d'organi in decomposizione, "ventre gonfio di miasmi [che sta per] schiudersi come un fiore [in] stracci viventi", informe panneggio proliferante, in cui materia e vita rifluiscono.
Da supplemento di grazia e rivestimento leggero della nudità umana, il panneggio si è fatto supplemento d'orrore ed escreto interno e viscerale della nudità animale, di una nudità aperta.

All'orizzontalità da marciapiede dello strofinaccio corrisponde la verticalità da muro dei graffiti: vivaio di forme e formazioni.

graffiti


E non vanno dimenticate le Sculture involontarie di Brassai: un panneggio di sporcizia e polvere diafana; la forma che assume la pasta dentifricia quando la si estrae dal tubetto, la forma di un tozzo di pane, la sfilacciatura di un pezzo di cotone idrofilo, il sapone da toilette dopo innumerevoli sfregamenti, il biglietto dell'autobus dimenticato in una tasca.

sculture involontarie di brassai

sculture involontarie di brassai

(da Georges Didi-Huberman, Ninfa moderna. Saggio sul panneggio caduto).


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sabato, 02 giugno 2007

rigorosa dimostrazione


Il dotto monsignor Domenico Testa, nel 1822, per dimostrare che il mondo era stato creato ex nihilo da Dio, così argomentò: che se non fosse assolutamente vero che il mondo fu creato solamente intorno al 4000 a.C., allora gli Egizi, avendo avuto alle spalle un passato più lungo, non avrebbero certamente potuto ignorare il fenomeno astronomico della Processione degli equinozi. Esso "si sarebbe renduto manifesto e sicuro, non che agli astronomi, ma fin' anche agli uscieri e agli scopatori delle specole".
Pertanto il tempo non era potuto iniziare prima del 4000 a.C.

C.V.D. (come volevasi dimostrare).

E certamente è base solidissima l'oggettiva opinione su ciò che è facile e ciò che è difficile per costruire le più serie dimostrazioni.


responso di heraclitus delle ore 00:08

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mercoledì, 23 maggio 2007

il thymos greco


Il verbo thymiao indica l'azione di esalare fumo: un atto d'aria. La sua figura culturale per eccellenza si riconosce nell'atto di bruciare profumi o nei fumi odorosi delle offerte sacrificali. La sua figura naturale per eccellenza è la maniera in cui il sangue sparso dell'animale morto, o del nemico ucciso in combattimento, continua, per un momento, a fumare sul terreno.
Il thymos sostantifica questo atto. Indica la psiche stessa, non come luogo separato dal corpo, o localizzabile da qualche parte nel suo centro, ma come sua materia vitale in movimento. Se thymos indica anche il cuore è perché, per gli antichi Greci, la respirazione avviene grazie a quest'organo, così come ai polmoni. Legame dialettico, operazione di scambio, tra la materia sangue e la materia spirito.
Respiro come materia della coscienza, cioè materia della vita, veicolo delle emozioni, veicolo dell'inspirazione, medium della percezione.
(Georges Didi-Huberman, Gesti d'aria e di pietra).

il fumetto 300 di frank miller

300 di Frank Miller.


responso di heraclitus delle ore 22:10

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venerdì, 27 aprile 2007

è andata...


... e meglio di ogni mia previsione.
E per festeggiare l'evento, ieri mi sono regalato la visione di un film, Centochiodi.
Il film non è affatto male, e poi era adatto all'occasione, essendo il protagonista un "professorino".
E poi ora anch'io, come il personaggio del film, posso rispondere alla domanda se faccio parte di un'organizzazione eversiva e terroristica, di sì, che faccio parte del corpo docente.
Oggi, invece, dopo il lavoro, mi concedo un costoso salto in fumetteria.


responso di heraclitus delle ore 06:38

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martedì, 24 aprile 2007

valigia e manga


Ieri sera ho preparato la valigia.
il manga devilman di go nagaiMa non mi serve per andare a qualche bella mostra di fumetti, come potreste pensare. No. Mi serve, invece, per poter affrontare la prima prova, scritta, dell'esame di abilitazione. Chissà che argomento uscirà...
E i manga allora?
Beh, il vero evento della giornata è l'incontro con Go Nagai, oggi pomeriggio dalle 14, nell'aula magna della facoltà di studi orientali dell'università La Sapienza.
Se potete, siateci!
il maestro go nagai


responso di heraclitus delle ore 06:10

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martedì, 13 marzo 2007

frammenti


Auschwitz non è sacrificio, perché le vittime per i carnefici non avevano alcun valore: scarafaggi, come la creatura annientata nella Metamorfosi di Kafka.

frammento di statuaBenjamin aveva già detto che bisogna spezzare la falsa e aberrante totalità del simbolo per arrivare al frammento: il torso. Questa azione di decomposizione del mondo in frammenti è il processo stesso della significazione, per cui il senso sembra potersi dare soltanto attraverso rovine.

Il sistema hegeliano che risolve dialetticamente il negativo, lascia ai suoi margini una "negatività senza impiego"; e io sono, dice Bataille, «esattamente questa negatività senza impiego». E dunque «la mia vita [...], la ferita aperta che è la mia vita - da sola costituisce la confutazione del sistema chiuso hegeliano».

(Franco Rella, La filosofia e i possibili, in AA.VV., Figure del conflitto).


responso di heraclitus delle ore 11:03

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mercoledì, 07 marzo 2007

mosè


Savonarola può essere visto come esempio del confluire di due tradizioni che non rifuggono dall’ira: quella dell’aristotelismo tomistico spesso adottato dall’ordine domenicano e quello della tradizione dell’ira di Dio, che riferisce alla fabbricazione del vitello d’oro, allo scatto d’ira di Mosè che spezza le tavole della legge, all’uccisione delle tremila persone colpevoli di una regressione a divinità dagli uomini. Il modello di Mosè quale emancipatore del suo popolo sta alla base della nostra immagine di rivoluzione. Tutte le rivoluzioni moderne considerano le fasi di transizione, l’attraversamento del deserto, come il momento in cui occorre la durezza affinché non si perda la fede nella Terra Promessa e nella sua invisibile necessità, dettata dalla nuova divinità che è la Storia.
Anche per Machiavelli è necessario far uccidere coloro che sono impossibilitati a comprendere il nuovo. «Tutt’i profeti armati vinsono, e li disarmati ruinorno. Moisè, Ciro, Teseo e Romulo non arebbero potuto fare osservare loro lungamente le loro costituzioni, se fussino stati disarmati». Diversamente da Savonarola, Papa Giulio II Della Rovere non era un profeta disarmato. Questo combattivo Papa «procedette in tutto il tempo del suo pontificato con impeto e con furia». Non per nulla, sulla sua tomba in San Pietro in Vincoli Michelangelo ha potentemente messo al centro il suo Mosè, nel momento in cui sta per cedere all’ira e spezzare le tavole della Legge.


il mosè di michelangelo


Nel Mosè e Aronne di Schönberg si presenta la complementarietà antagonistica tra i due fratelli: da un lato vi è Mosè, il rappresentante della legge, della parola essenziale, del pensiero senza immagini, della trascendenza; dall’altro lato vi è Aronne, che dona al popolo immagini visibili, fatte dall’uomo, in grado di compiere miracoli, attorno alle quali sono lecite l’anarchia e le orge. Si tratta di una polarità ineliminabile.
Noto è l’episodio di un dibattito tra un rappresentante del Partito Comunista Tedesco e uno del Partito Nazional-Socialista Tedesco. Il comunista infarcì il suo discorso di cifre, di citazioni dal Capitale di Marx, discettò sulla caduta del saggio medio di profitto; il nazionalsocialista al contrario fece ricorso al mito, alle immagini, all’emotività, assimilò comunismo e capitalismo in quanto fattori di disumanizzazione e di prevalenza delle macchine, toccò le corde profonde dei presenti e alla fine uscì trionfalmente vincitore da questo duello oratorio convincendo delle sue idee anche chi era contrario.

(Remo Bodei, Il Mosè di Schönberg e quello di Machiavelli, in AA.VV., Figure del conflitto).


responso di heraclitus delle ore 06:41

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giovedì, 15 febbraio 2007

acquisti in libreria


Ieri giornata di spese (e tante) in libreria:

  • Per continuare con il filone fumettistico da un po' intrapreso, due libri della bella casa editrice Tunué: Ivan Baio, Supereroi. Araldica e simbologia dell'eroismo dai miti classici a Superman e The Authority; Valentina Semprini, Bam! Sock! Lo scontro a fumetti. Dramma e spettacolo del conflitto nei comics d'avventura. I due volumi hanno una prefazione, rispettivamente, di Sergio Brancato, autore del bellissimo Fumetti, da cui ho tratto il post dell'altro giorno e altri ne trarrò in futuro, e Daniele Barbieri, autore del ben fatto manuale I linguaggi del fumetto.
  • Umberto Curi, Pòlemos. Filosofia come guerra.  Passando per Platone, Hegel, Nietzsche e Heidegger, dopo duemilacinquecento anni filosofare è ancora "eracliteggiare".
  • Philippe Ariès, Storia della morte in Occidente. Lo storico francese, attraverso lo studio di testi letterari, documenti, iscrizioni tombali e testamenti, mette in luce come nel corso di un millennio la morte sia diventata per la nostra società tecnologica un tabù che è meglio allontanare e non evocare.
  • Silvano Tagliagambe, Come leggere Florenskij. Un saggio su un pensatore che incarna, interpreta ed esprime sia la complessità e la varietà della cultura del XX secolo, sia l'anima del popolo russo nei suoi aspetti più profondi.
  • Taisen Deshimaru, Lo zen e le arti marziali. Come la spada, l'arco e le frecce si trasformarono da strumenti di morte in supporti della meditazione.


responso di heraclitus delle ore 09:33

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