Concludiamo - se non erro - con gli acquisti al Lucca comics & games con dei gashapon di One Piece e uno nuovo di Shikamaru che affianca il precedente, il mio preferito della cospicua serie di Naruto.
Ma è soprattutto da segnalare l'acquisto di un meraviglioso keropla, modello in plastica (pla) della serie di Keroro (kero) componibile e trasformabile. Già ne avevo due di questa serie (un Keroro e un Keroro su robot trasformabile in tre diversi modelli), ma questo è composto da cinque singoli modelli (uno per ognuno dei ranocchi alieni della serie) già di per se stessi montabili in maniere multiple ma in più assemblabili e componibili tra di loro per dar vita ad un unico robot gigante.
Questo si che è un progetto a lungo termine.
Sempre tra gli acquisti del Lucca comics & games ci sono i due revoltech del manga / anime Neon Genesis Evangelion che mi permettono di completare la serie dei robot Eva dei protagonisti.
Ora stanno vicini ai revoltech - già completi - dei robot della serie Getter Saga.
Sempre della stessa serie, quest'anno sono riuscito a comprare il peluche - che già volevo dall'anno scorso - di Pen Pen, il pinguino delle terme.
Al Lucca comics & games si è festeggiato il 20° anniversario delle CLAMP con due mostre dedicate a questo gruppo di artiste.
C'erano anche esposti tutti i gashapon della serie CLAMP in 3-d land ed alcuni, acquistati negli stand della fiera, sono finiti con l'aggiungersi alla mia collezione.
Questo il rapporto tra manga (solo un numero di RG Veda delle CLAMP) e comics (quasi tutti numeri degli X-Men) acquistati agli stand del Lucca comics & games.
Ne approfitto per ricordare che oggi esce, negli USA, il primo numero della mini di Psylocke: chissà se e quando la vedrò pubblicata qui in Italia.
Iniziamo con gli acquisti al Lucca comics & games.
E cominciamo con il fumetto d'autore. Allo stand di Simone Bianchi ho preso un suo Sketchbook e qualcuno se lo è anche fatto dedicare - grazie.
Inoltre, presentato in anteprima assoluta proprio a Lucca, ho comprato X-Men: Ragazze in fuga, una storia scritta da Chris Claremont e disegnata da Milo Manara.
Il tratto di Manara non mi piace per nulla e il suo modo di disegnare supereroi è ridicolo, ma Claremont è colui che mi ha fatto adorare, agli inizi degli anni '90, gli X-Men e inoltre una delle protagoniste è Psylocke, perciò ho ceduto.
Lucca sarà anche piccola, ma a forza di percorrerla in su e in giù, in lungo e in largo - quest'anno i padiglioni della fiera era disseminati per tutta la città più che mai -, le vesciche ai piedi vengono lo stesso.
Comunque sono tornato a casa pienamente soddisfatto, come dimostra l'insostenibile leggerezza del mio portafogli.
Ai prossimi post per i dettagli sugli acquisti.
Aspettando con ansia il 4 novembre, giorno di uscita (negli USA) del primo numero della miniserie X-Men: Psylocke, ecco altre preview di Kill Matsuo (ogni riferimento a Kill Bill è puramente intensionale, essendo questa serie una storia di vendetta e combattimenti con la katana).
Gli acquisti di quest'anno alla fiera del fumetto di Roma sono stati: alcuni vecchi numeri degli X-Mene una vecchia miniserie di Havok e Wolverine; un paio di gashapon di Naruto, giusto Shikamaru e il suo maestro Asuma; alcuni pezzi degli scacchi riproducenti i personaggi delle CLAMP (Kamui di X, Shaoran di Tsubasa Reservoir Chronicle e i due Mokona); il revoltech - dopo quelli dei Getter Robot e degli Eva di Evangelion - di Chun Lee, il mio personaggio preferito del videogioco di Street Fighter.
Tornato ieri a scuola per il primo collegio docenti, scopro con piacere che anche quest'anno avrò 2 terzi, 2 quarti e un quinto, quindi 24 ore di lezione settimanali.
Martedì inizierò a conoscere queste nuove classi (solo uno dei 2 quarti dovrebbe essere, in parte, una mia classe dell'anno scorso).
Ho finito i "compiti" assegnatimi per quest'estate di (ri)educazione musicale.
Mi sono ascoltato tanta musica dagli anni '60 agli anni '90, da Bob Dylan ai Vampire Rodents, da Frank Zappa a Nick Cave, dai Doors ai Minutemen, dai Velvet Underground agli Husker Du, dai Pink Floyd ai Gun Club, da Van Morrison ai Pop Group, da Captain Beefheart ai Pere Ubu, dai King Crimson a Tim Buckley, dai Suicide ai Gong e vi lascio proprio con un loro video e con l'invito a stare attenti alle fatine dalla testa a teiera.
Giro in fumetteria per la consueta ricarica e scorta (finalmente sono riuscito a trovare la ristampa del primo numero di 20th Century Boys) e in libreria, dove mi sono imbattuto in due libri che disperavo trovare (e a metà prezzo) - il Corso di filosofia in sei ore e un quarto di quel Gombrowicz di cui quest'anno ho divorato i romanzi e La ditta dei ritrattidel suo poliedrico amico Witkiewicz - e ho comprato L'adolescente di Dostoevskij per continuare l'immersione in questa nuova passione russa.
Consigliato da un mio ormai ex studente comprai Una pinta d'inchiostro irlandese, di Flann O'Brien. Me ne andai nella mia camera - dove erano «la maggior parte delle cose che consideravo essenziali per l'esistenza» -, «mi diressi al tenero trespolo del mio letto, sul quale sistemai la mia schiena in un'indolente posizione orizzontale e mi ritirai nel regno della mia mente» leggendo questo (anti)romanzo dentro un (anti)romanzo dentro un (anti)romanzo dentro (anti)un romanzo - all'interno di uno dei quali, tra l'altro, i personaggi si ribellano al proprio autore (un po' come sarà nell'Icaro involato di Queneau) organizzandosi per mettere fine alla sua capricciosa tirannide e trasformandolo a sua volta in un personaggio di un loro collettivo romanzo/processo - composto da estratti dal dattiloscritto e reminiscenze biografiche del protagonista, estratti da altre opere, estratti dal manoscritto del protagonista del dattiloscritto del protagonista, («Trellis vuole che tutti leggano questo libro salutare. Egli capisce che un opuscolo puramente moralistico non può colpire la massa dei lettori. Di conseguenza ha deciso di riempire il suo libro di porcherie. Ci saranno per lo meno sette tentativi di atti osceni subiti da ragazze giovanissime, e una quantità illimitata di parole turpi. Ci sarà inoltre del whisky e della birra in quantità.») interpolazioni orali dei personaggi, analisi retoriche del testo, incisi descrittivi ed esplicativi e interpretativi, ritagli di stampa, riassunti, continuazioni, riprese, note, memoriali, poesie epiche, meditazioni letterarie sul romanzo moderno («L'intero insieme della letteratura preesistente deve essere considerato come un limbo nel quale gli scrittori intelligenti possono trovare i personaggi richiesti. Il romanzo moderno dovrebbe essere in gran parte un repertorio di rimandi»), lettere di promesse di vittorie sicure alle corse dei cavalli.
Un libro davvero divertente ed entusiasmante come quando a teatro "qualcuno sfascia delle porcellane sulla scena" (Graham Greene) e per nulla superficiale, un po' alla Sterne del Tristram Shandy, che dimostra ulteriormente la tesi del «primato dell'America e dell'Irlanda nel campo della letteratura contemporanea» e della «povertà delle opere prodotte da scrittori di nazionalità inglese» (tesi tra l'altro sostenuta anche dalla mia collega di inglese durante gli esami di Stato, visto che moltissimi degli autori di letteratura inglese dell'ultimo anno sono nati in Irlanda).
«Può darsi che l'alcool danneggi la mente, riflettevo, ma può anche darsi che questo danno sia piacevole. Farne l'esperienza di persona mi sembrava l'unico modo soddisfacente di sciogliere i miei dubbi. Consapevole del fatto che questo era per me il primo, silenziosamente palpavo la base del bicchiere prima di portarmelo alle labbra. Con spirito leggero mi interrogavo internamente».
Particolare di un'illustrazione di Guy Peellaert che è in copertina alla mia edizione del romanzo di O'Brien.
Quando tutto va male e non ne azzecchi una,
per quanto fai il meglio che puoi fare,
quando la vita è nera come la stessa notte,
UNA PINTA DI BIRRA È QUEL CHE FA PER TE.
Quando mancano i soldi e non li puoi trovare,
e il tuo cavallo ti ha lasciato al verde,
quando non ti rimane che un mucchio di cambiali,
UNA PINTA DI BIRRA È QUEL CHE FA PER TE.
Quando stai proprio male, o hai un dolore al cuore,
e il tuo volto è più pallido della cenere,
quando il dottore dice che devi cambiare aria,
UNA PINTA DI BIRRA È QUEL CHE FA PER TE.
Quando il cibo ti manca e la dispensa è vuota,
e la pancetta sfugge la tua padella,
quando la fame cresce man man che salti i pasti,
UNA PINTA DI BIRRA È QUEL CHE FA PER TE.