Concludiamo - se non erro - con gli acquisti al Lucca comics & games con dei gashapon di One Piece e uno nuovo di Shikamaru che affianca il precedente, il mio preferito della cospicua serie di Naruto.
Ma è soprattutto da segnalare l'acquisto di un meraviglioso keropla, modello in plastica (pla) della serie di Keroro (kero) componibile e trasformabile. Già ne avevo due di questa serie (un Keroro e un Keroro su robot trasformabile in tre diversi modelli), ma questo è composto da cinque singoli modelli (uno per ognuno dei ranocchi alieni della serie) già di per se stessi montabili in maniere multiple ma in più assemblabili e componibili tra di loro per dar vita ad un unico robot gigante.
Questo si che è un progetto a lungo termine.
Sempre tra gli acquisti del Lucca comics & games ci sono i due revoltech del manga / anime Neon Genesis Evangelion che mi permettono di completare la serie dei robot Eva dei protagonisti.
Ora stanno vicini ai revoltech - già completi - dei robot della serie Getter Saga.
Sempre della stessa serie, quest'anno sono riuscito a comprare il peluche - che già volevo dall'anno scorso - di Pen Pen, il pinguino delle terme.
Lucca sarà anche piccola, ma a forza di percorrerla in su e in giù, in lungo e in largo - quest'anno i padiglioni della fiera era disseminati per tutta la città più che mai -, le vesciche ai piedi vengono lo stesso.
Comunque sono tornato a casa pienamente soddisfatto, come dimostra l'insostenibile leggerezza del mio portafogli.
Ai prossimi post per i dettagli sugli acquisti.
la grande importanza della scoperta del fuoco è stata la possibilità di vedere di notte, Sparta e Atene erano due città alleate, Giulio Cesare ha fondato Roma, Costantinopoli era in Germania anzi era l'antica Milano, il Gange sfocia in Egitto, ai poli il clima è un po' freddo, il Giappone è la terza città più grande dell'Asia, la flora è la vegetazione e la fauna la coltivazione...
Questa settimana ho letto due brevi saggi pubblicati dalla Tunué, casa editrice specializzata in fumetti e "cose" del genere. Il primo è stato Tutt'a un tratto, una storia della linea nel fumetto presentata da Sergio Algozzino: si parte dalle origini di fine XIX secolo negli Stati Uniti e si passa per l'Italia del Corriere dei Piccoli, per il fumetto europeo (franco-belga) e di cultura ispanica (Spagna e Argentina), per i comics supereroistici a stelle e strisce seguendo tutte le loro età fino alle innovazioni di Frank Miller e Todd McFarlane, per i rivoluzionari manga da Osamu Tezuka a Go Nagai e Rumiko Takahashi, per il fumetto italiano d'autore (da Jacovitti ad Andrea Pazienza). Poi è seguita la storia delle sit-com animate - dalla preistoria dei Flintstones ai giorni nostri - raccontata da Davide G.G. Caci in I Simpson, I Griffin & Co. Anche in questo caso si parte dalle origini del fenomeno, con i prodotti a basso costo perfettamente adatti al medium televisivo di Hanna e Barbera, e si arriva alla rivoluzione dei primi anni Novanta, iniziata dai gialli e cattivi Simpson e portata avanti, tra gli altri, dalle famiglie Hill (King of the Hill), Griffin, Smith (American Dad!), Boondocks, e dai protagonisti di Daria e South Park, tutte serie che manifestano in pieno le potenzialità di un linguaggio capace di parlare anche al pubblico adulto.
I due volumi soffrono un po' dello stesso difetto: sono troppo aneddotici, funzionano da elenco e promemoria da consultare, ma restano decisamente superficiali, non adatti a fungere da strumenti di analisi e per questo, per me, alla fine poco interessanti. Peccato.
Essendo ormai molto che non posto, si sono accumulate un po' di cose da raccontare.
Finalmente ho fatto la mia prima caduta da cavallo: essendo arrivato al quarto mese da quando ho iniziato a prendere lezioni di equitazione, era il momento giusto. Mentre galoppavo con la "mia" Virgola, mi ha scartato e io, perso l'equilibrio, ho scelto di cadere. Certo il verbo "scegliere" è un po' esagerato, però la sensazione/pensiero che ho avuto è stato proprio ma sì, tanto se cado adesso non mi faccio male, perché faticare a cercare di recuperare l'equilibrio e restare in sella... In realtà un po' di male alla schiena me lo sono procurato, anche se non molto, ma comunque credo di aver imparato che in ogni caso è meglio stringere le gambe e reggersi.
Ovviamente quelli in questa foto non siamo io e Virgola.
Poi ho visto ben due film, consigliati da due miei studenti del quinto: Persepolis, che già qui in rete mi era stato consigliato, e di cui ho apprezzato una certa ironia ma che non mi ha convinto, per la grafica che non è proprio di mio gusto (de gustibus...) e per l'eccessivamente esplicito intento etico/politico, e a me queste cose "sfacciate" non convincono mai del tutto, non mi convince mai il piegare un mezzo alla trasmissione di un messaggio. La via lattea di Buñuel, che ho trovato un po' sensa senso e sterile, fine a se stesso nella sua assurdita, e quindi non è che mi sia proprio gustato questa visione.
Ancora, c'è stato il reading di Piccoli crimini coniugali, romanzo di Schmitt straordinario perché, letto per la terza volta nell'arco di sei mesi, continua a dirmi e insegnarmi qualcosa di nuovo sull'amore e sulla coppia: per fare in modo che duri bisogna accettare l'incertezza, bisogna avanzare in acque pericolose, avventurarsi là dove si procede solo con la fiducia.
Anche quest'anno al Lucca Comics & Games.
Gente ce ne era davvero tanta, da stancarsi e farsi male a girare per gli stand, ma la fiera di Lucca rimane stupenda, anche per questo.
Tanti gli acquisti, anche se pochi di fumetti e manga (non c'erano, per quanto mi riguarda, grandi offerte e occasioni): un'action figure di Keroro in versione pilota di Gundam; un orologio da tasca dei Cavalieri dello Zodiaco con Shaka di Virgo; l'action figure dell'Eva 0-1 di Evangelion (già avevo quella dello 02) della serie revoltech (quella di cui avevo già acquistato i tre Getter robot); solo un volumetto di RG Vedadelle CLAMP; un set di gashapon di Naruto (che finirà in vetrinetta) e uno di Batman; sempre di Naruto, una pins di Shikamaru, due "ciondolini" uno ancora con lui e uno con Sakura, un'agenda con combinazione di sicurezza col maestro Kakashi, un orologio da tavolo sempre con lui, una borsa.
Ancora una recensione multipla (anche se stavolta solo doppia), in attesa di aver la voglia di recensire i bei libri (e ce ne sono, altroché) che pur ho letto in questo periodo.
Io, Julius Puech, chi sono al momento? Ebbene, io sono la testa pensante e il nervo della guerra dalla Fas [Frazione Armata Spinozista]. Io regno, grottesco e pericoloso, su dieci individui di sesso maschile, altrettanto incazzati e suicidi. Animati dalla somma intelligenza di coloro i quali avanzano verso il burrone grigio della morte eventuale, noi filosofiamo con la gloria effimera, in accordo con il mondo che ci circonda.
Questo il protagonista di Spinoza incula Hegel, romanzo nero di guerriglia e di passione che Jean-Bernard Pouy ambienta in una Francia post-atomica alla Mad Max o alla Ken il guerriero, raccontando di scontri tra bande che di filosofico, apparte il nome, hanno secondo me ben poco.
Con ActarusClaudio Morici ci racconta, invece, la vera storia di un pilota di robot, tra problemi di alcolismo, incomprensioni sul lavoro, costruzione mediatica del personaggio, voglia di prendersi una vacanza perché non si può costantemente pensare a salvare il mondo, è logorante. Qualche momento ironico e divertente il libro ce l'ha, è vero, ma le sue qualità non vanno molto oltre a questo. - C'è una cosa in effetti che volevo chiederle...
Goldrake avanti! Si è buttato. Ormai è difficile tornare indietro. Oh, magari non succede niente. Oh, stavolta ci provo, in fondo è lui che me l'ha chiesto, no? Ma che me ne frega a me.
- Dottore, è da un po' che penso di prendermi una vacanza... Una piccola vacanza di dieci quindici giorni. Credo di meritarmela dopo anni di lavoro ininterrotto. Anche Gundam si è preso una settimana, lo scorso anno.
Il Dottore non si scompone, non perde la patina di grande dignità, impegno, attenzione ai problemi dell'universo. Se ci fosse un campionato mondiale della dignità lui di certo andrebbe in finale. S'è incazzato? Si volta verso la montagna, con le mani dietro la schiena, riflette. Rimane in silenzio per qualche secondo. C'è una musica particolare, quella dei momenti finali, una musica che ti fa capire che si chiude un capitolo, che la guerra non è finita ma che oggi la Terra non verrà spazzata via grazie alla passione di un pugno di eroi. Il Dottore, rivolto ad Actarus:
- Per la richiesta delle ferie non devi rivolgerti a me. C'è l'ufficio amministrativo apposta, compila il modulo e calcoleremo le ferie maturate.
Finalmente, cercando in rete, sono riuscito a ritrovare qual era quell'anime robotico anni '80 nella cui puntata finale morivano (suicidandosi/sacrificandosi) due dei tre piloti del robot. Questo finale è stato per me indimenticabile, per la sua eccezionalità e drammaticità, ma non mi ero mai riuscito a ricordare il nome della serie animata.
Qualcuno di voi se lo ricorda?
Comunque ve lo dico ora io: si tratta di Zambot 3.
Lo so che non ho mai sopportato Seiya (Pegasus), il protagonista della serie de I Cavalieri dello Zodiaco, ma questa versione dell'action figure con l'armatura divina è davvero molto bella... aspetto di vedere come sarà quella di Shiryu (Dragone)...