Giro in fumetteria per la consueta ricarica e scorta (finalmente sono riuscito a trovare la ristampa del primo numero di 20th Century Boys) e in libreria, dove mi sono imbattuto in due libri che disperavo trovare (e a metà prezzo) - il Corso di filosofia in sei ore e un quarto di quel Gombrowicz di cui quest'anno ho divorato i romanzi e La ditta dei ritrattidel suo poliedrico amico Witkiewicz - e ho comprato L'adolescente di Dostoevskij per continuare l'immersione in questa nuova passione russa.
Consigliato da un mio ormai ex studente comprai Una pinta d'inchiostro irlandese, di Flann O'Brien. Me ne andai nella mia camera - dove erano «la maggior parte delle cose che consideravo essenziali per l'esistenza» -, «mi diressi al tenero trespolo del mio letto, sul quale sistemai la mia schiena in un'indolente posizione orizzontale e mi ritirai nel regno della mia mente» leggendo questo (anti)romanzo dentro un (anti)romanzo dentro un (anti)romanzo dentro (anti)un romanzo - all'interno di uno dei quali, tra l'altro, i personaggi si ribellano al proprio autore (un po' come sarà nell'Icaro involato di Queneau) organizzandosi per mettere fine alla sua capricciosa tirannide e trasformandolo a sua volta in un personaggio di un loro collettivo romanzo/processo - composto da estratti dal dattiloscritto e reminiscenze biografiche del protagonista, estratti da altre opere, estratti dal manoscritto del protagonista del dattiloscritto del protagonista, («Trellis vuole che tutti leggano questo libro salutare. Egli capisce che un opuscolo puramente moralistico non può colpire la massa dei lettori. Di conseguenza ha deciso di riempire il suo libro di porcherie. Ci saranno per lo meno sette tentativi di atti osceni subiti da ragazze giovanissime, e una quantità illimitata di parole turpi. Ci sarà inoltre del whisky e della birra in quantità.») interpolazioni orali dei personaggi, analisi retoriche del testo, incisi descrittivi ed esplicativi e interpretativi, ritagli di stampa, riassunti, continuazioni, riprese, note, memoriali, poesie epiche, meditazioni letterarie sul romanzo moderno («L'intero insieme della letteratura preesistente deve essere considerato come un limbo nel quale gli scrittori intelligenti possono trovare i personaggi richiesti. Il romanzo moderno dovrebbe essere in gran parte un repertorio di rimandi»), lettere di promesse di vittorie sicure alle corse dei cavalli.
Un libro davvero divertente ed entusiasmante come quando a teatro "qualcuno sfascia delle porcellane sulla scena" (Graham Greene) e per nulla superficiale, un po' alla Sterne del Tristram Shandy, che dimostra ulteriormente la tesi del «primato dell'America e dell'Irlanda nel campo della letteratura contemporanea» e della «povertà delle opere prodotte da scrittori di nazionalità inglese» (tesi tra l'altro sostenuta anche dalla mia collega di inglese durante gli esami di Stato, visto che moltissimi degli autori di letteratura inglese dell'ultimo anno sono nati in Irlanda).
«Può darsi che l'alcool danneggi la mente, riflettevo, ma può anche darsi che questo danno sia piacevole. Farne l'esperienza di persona mi sembrava l'unico modo soddisfacente di sciogliere i miei dubbi. Consapevole del fatto che questo era per me il primo, silenziosamente palpavo la base del bicchiere prima di portarmelo alle labbra. Con spirito leggero mi interrogavo internamente».
Particolare di un'illustrazione di Guy Peellaert che è in copertina alla mia edizione del romanzo di O'Brien.
Quando tutto va male e non ne azzecchi una,
per quanto fai il meglio che puoi fare,
quando la vita è nera come la stessa notte,
UNA PINTA DI BIRRA È QUEL CHE FA PER TE.
Quando mancano i soldi e non li puoi trovare,
e il tuo cavallo ti ha lasciato al verde,
quando non ti rimane che un mucchio di cambiali,
UNA PINTA DI BIRRA È QUEL CHE FA PER TE.
Quando stai proprio male, o hai un dolore al cuore,
e il tuo volto è più pallido della cenere,
quando il dottore dice che devi cambiare aria,
UNA PINTA DI BIRRA È QUEL CHE FA PER TE.
Quando il cibo ti manca e la dispensa è vuota,
e la pancetta sfugge la tua padella,
quando la fame cresce man man che salti i pasti,
UNA PINTA DI BIRRA È QUEL CHE FA PER TE.
Se mi si chiedesse di scegliere tra distruggere il Giudizio Universale di Michelangelo o tutte le copie de Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller non avrei il minimo dubbio, salverei la graphic novel di Miller.
Su suggerimento di Dreca, ho letto il romanzo in cui Thomas Bernhard ci racconta, come in un lungo elogio funebre, la sua amicizia con Paul, Il nipote di Wittgenstein (celebre filosofo del Novecento).
Il loro rapporto amicale si fonda su certe affinità elettive, su certi comuni stati mentali che gli sprovveduti medici, con la loro cialtronesca scienza, definiscono patologici, malati, folli: «un amico vero che comprendeva le più folli acrobazie della mia mente davvero assai complicata e dunque niente affatto semplice, un amico che non aveva alcun timore di seguire passo passo le acrobazie più folli della mia mente, ciò che nessun'altra persona del mio ambiente è mai riuscita a fare perché a tutte queste persone è sempre mancata la voglia di farlo». Entrambi hanno la malattia del contare (porte e finestre dei palazzi che vedono mentre viaggiano in tram), entrambi non camminano a casaccio sulle strade lastricate (ma, ad esempio, saltando due pietre su tre o toccandone sempre il bordo), entrambi sono a loro agio solo nei viaggi e negli spostamenti (non sopportano di rimanere in un posto troppo a lungo).
Per quanto Paul getti dalla finestra (della sua mente) le ricchezze spirituali che possiede, queste ricrescono sempre più, incessantemente, fino quasi a farlo esplodere, e di questo la società ha paura.
Ma se c'è una differenza tra nipote (folle) e zio (filosofo), questa sta solo nel fatto che Ludwig Wittgenstein ha reso pubbliche (pubblicandole come trattati) le proprie ricchezze spirituali e la società le ha chiamate filosofia, mentre Paul è etichettato, a causa del suo comportamento pratico, come affetto da una «cosiddetta malattia mentale, che non è mai stata classificata con esattezza»: «Ludwig e Paul, il celebre, epocale filosofo e il pazzo, [...] quel pazzo di Paul che era filosofico tanto quanto suo zio Ludwig, come viceversa il filosofo Ludwig era pazzo esattamente come Paul. [...] Uno, Ludwig, era forse più filosofico, l'altro, Paul, era forse più pazzo, ma oserei dire che del più filosofico dei Wittgenstein noi pensiamo che sia stato filosofo perché ha messo nero su bianco la sua filosofia e non la sua pazzia, e dell'altro, di Paul, che sia pazzo perché ha represso la sua filosofia e non l'ha resa pubblica per mettere in mostra soltanto la sua pazzia. Erano entrambi persone assolutamente straordinarie, nonché cervelli assolutamente straordinari, solo che uno ha messo in pubblico il suo cervello, l'altro lo ha messo in pratica».
Gustav Klimt, Ritratto di Margaret Stonborough-Wittgenstein(1905; particolare).
Bello e triste, come - per usare immagini contenute nello stesso romanzo di Kawabata - un collo stupendo in cui infilare un rasoio con gesto di squisita gentilezza, come dita che potrebbero sciogliersi in bocca in un attimo e che fanno venir voglia di reciderle facilmente con i denti.
A rendere ancora più affascinante questo testo di cerimonie e vendette, alcune interessantissime riflessioni sull'arte, sulla scrittura, sul linguaggio.
«Non esiste una ragione per cui una persona debba morire giovane, soltanto perché è stata la modella di un'opera famosa in gioventù. Poi è sempre un errore andare in cerca del modello di un'opera d'arte».
«Sai con quali caratteri si scrive la parola omiotsuke, zuppa di miso? Le prime tre sillabe, o, mi, o, sono tutti termini onorifici, e soltanto tsuke è sostantivo. Tutti quei termini onorifici vengono aggiunti per dimostrare l'importanza e la difficoltà di preparare una buona zuppa di miso. Non è raro nel Kensai aggiungere il termine onorifico a sostantivi come pesci o verdure, monti o fiumi, case o strade e perfino a fenomeni astronomici e metereologici».
Nominato dalla Gonza, rispondo con l'elenco dei dieci libri più belli da me letti l'anno scorso.
Visto che, a differenza di ciò che sta accadendo quest'anno, quello passato è stato caratterizzato da una preponderante presenza di letture saggistiche rispetto a quelle narrative, ho pensato di fare una classifica composta per metà di saggi e per metà di romanzi.
L'ordine è casuale.
I cinque libri letterari che mi sono piaciuti di più:
Durante l'estate romana di quasi due anni fa assistetti ad un bellissimo spettacolo multimediale, con letture da parte di John De Leo dal libro Centuria di Giorgio Manganelli, versi cantati, rumori, suoni, musica e, soprattutto, le bellissime immagini cangianti e mutanti delle videoinstallazioni di Massimo Ottoni.
Una vera armonia, un vero accordo, un vero gruppo.
Da un po' è uscito il nuovo album di De Leo, Vago svanendo, molto bello e contenente anche un dvd con, tra l'altro, delle animazioni di Ottoni.
Acquisto da poco effettuato.
Nel video che vi propongo, sulla musica dei Liquid Desire Massimo Ottoni realizza le sue animazioni fatte aggiungendo, togliendo, diradando e condensando della sabbia.
Semplicemente stupendo.
Ecco i risultati principali delle ricerche che vi hanno condotti a questo blog nei mesi di gennaio e febbraio.
Come al solito stravince l'universo manga, ma, con sorpresa, in cima a tutti c'è Shikamaru (249 ricerche), seguito da Naruto (81) e Sasuke (24). Dopo questa abbuffata, vengono le CLAMP con il loro Tsubasa Reservoir Chronicle, Go Nagai col suo Devilman, I Cavalieri dello Zodiaco, Carletto il principe dei mostri, Shaman King.
Molto più indietro, invece, il mondo dei fumetti americani, con Superman (60), Frank Miller e il suo Sin City (32), Wolverine (20) e Spiderman (18). Se poi usciamo strettamente dai fumetti, abbiamo Boris Vallejo (63) e i Simpson (40).
Sempre molte le ricerche relative all'arte: soprattutto i PreRaffaelliti (155) con Rossetti e Burne-Jones, ma anche Bernini con la sua Estasi di Santa Teresa, Brassai, Botticelli, Rodin, Munch, Tintoretto, Moreau, Rops, Raffaello, Hokusai, Klimt, Gauguin
Molte le ricerche di parti del corpo (mani - di donna, disegnate, in stile manga - e occhi - celesti, di donna, in stile manga, piangenti) e di disegni (di animali, giapponesi, di Naruto e di manga in generale, fantasy, di guerrieri, di fumetti, di moto, di samurai, di piume, di donne, di nudi).
Molte anche le ricerche "per adulti": vignette erotiche, fumetti pornografici, cartoni hard, nudo artistico, nudo manga.
Infine una ricerca davvero particolare: bel re di scimmie.
Che sia questo?
Il mese scorso ho saltato il consueto elenco delle ricerche di parole e immagini che vi hanno portato fino al mio blog, perciò questo mese raggruppo insieme le parole chiave di ottobre e novembre.
Vincitore assoluto di questa "gara" è stato Boris Vallejo, con 445 ricerche.
Seguono ma distanziati, con 340 ricerche, i graffiti (cui ho accennato solo una volta, tra l'altro).
Al terzo gradino del podio, i manga, con 197 ricerche.
C'è da dire, però, che oltre alla semplice parola "manga", moltissime altre sono state le ricerche attinenti a questo universo: nel generico, 32 ricerche per cartoni, 24 per anime e 16 per fumetti; nello specifico, 179 ricerche per Naruto(di cui 11 per Shikamaru), 142 per i Simpson(tra cui ricerche per Spider Pork, per Homer e Aristotele - articolo de I Simpsons e la filosofia - e per Homer in versione uomo vitruviano - e anche l'originale uomo vitruviano è presente e realizza 52 ricerche), 17 per Shaman King, 13 per l'universo delle CLAMP (tra cui ricerche per Tsubasa Reservoir Chronicle e per Sumomo, il pc portatile del manga Chobits da poco assunta da Dreca come aiutante), 11 per Shaka di Virgo de I Cavalieri dello Zodiaco, 6 per I Cinque Samurai e per Carletto, il principe dei mostri, 4 per Demetan e la banda dei ranocchi, 3 per Full Metal Alchemist, per Garoe per L'esorcista, 2 per Go Nagai (di cui 1 per la sua affascinante Devillady), 2 per Inuyasha, 1 per Evangelion e per Kazuo Koike (l'autore di Lone Wolf & Cub).
Da segnalare anche le ricerche "manga di fronte al mare" (?), "manga in cui uno scrive chi muore e come" (questa la so, è Death Note) e "comprare pistola Trigun" (dove non saprei dirlo).
Molte - 114 - le ricerche di disegni, tra cui, oltre a quelli di manga, anche quelli pornografici, di farfalle, di elfi, di cani, di baci, di budda, per tatto, delle principesse sirene, di volpi, di un alieno, di pietre, del sole, del fuoco e fantasy.
A proposito di fantasy, ci sono state ricerche di creature, guerrieri, arte, animali e donne fantasy, del minotauro e di vampiri; e anche la mitologia ha avuto la sua parte, con ricerche per ninfe, Valkyrie, Venere e altre divinità greche e sirene.
A sorpresa, 39 ricerche per la parola occhi.
Resiste con 32 ricerche l'interrogativo sull'etimologia del canguro.
Altre curiose ricerche: samurai, primavera, nudi e nudi crepuscolo, dio, mani, panni stesi, porta riviste, principesse, sciamani, sushi, un uomo da marciapiede, uomo muscoloso, verità svelata, Bjork, caccia alla volpe, Giulio Sforza, fallo, folle amore, rana, il trucco nell'epoca rinascimentale, l'ombra della guerra, erotiche antiche.
20 per disegni di vario genere e tema (fantasy, di strade, di manga, di cartoni, dei Cinque Samurai, di lottatori wrestler, degli Aristogatti, di chiavi antiche, di copertine antiche di libri, di falene, di ali, di guerrieri, per copertine di libri, di angeli, di danza, di divinità greche)
12 per Naruto (cercando, oltre al protagonista, anche Shikamaru, Sakura, Sasuke, Lee)
Con i fumetti di supereroi mi sono preso una breve pausa, che durerà, credo, fino all'inizio del 2008, quando tornerà Chris Claremont con i suoi New Excalibur ed Exiles, e soprattutto con la sua Psylocke.
Ma, su segnalazione di Shelidon, ho acquistato il numero 102 di Thor & i Nuovi Vendicatori, testata da me mai comprata e serie da me mai seguita. Perché allora? Per le magnifiche tavole alla Klimt realizzate da Maleev nella prima storia dell'albo. Davvero uno spettacolo.
"Una sirena dalla fronte corrugata, dai canini sporgenti, bizzarra, con ali di Chimera, è stata gettata dalle onde su una riva sconosciuta".
Questo motivo fu ampiamente utilizzato negli anni Ottanta dell'Ottocento dalla Librairie de l'Art Indépendant - casa editrice che ebbe legami con molti scrittori francesi (André Gide, ad esempio) e stranieri (Oscar Wilde vi pubblicò la prima edizione della Salomè, nel 1893, un anno prima che il volume uscisse in versione inglese) - che lo utilizzò sulle sue copertine come marchio.
Probabilmente questa immagine ebbe anche qualche ruolo nella genesi della Succube di Rodin, benché notevoli siano le differenze (l'aspetto umano del demone di Rodin e quello fantasy e bizzarro di quello di Rops).
Quest'opera nasce come illustrazione di una edizione de I fiori del male di Charles Baudelaire, altro legame tra il poeta francese e l'arte simbolista.
Vecchio, lungo Rimorso... Potremo soffocarlo,
lui che s'agita, vive, si contorce,
e si nutre di noi come il verme dei morti,
come dei gelsi il bruco?
Potremo soffocare il Rimorso implacabile?
In che filtro, in che vino, in che pozione
annegheremo l'avversario antico,
rovinoso e vorace come una cortigiana,
paziente come una formica?
In che filtro? - in che vino? - in che pozione?
Dillo, strega incantevole, oh! dillo se lo sai,
a questo cuore che l'angoscia opprime:
così i feriti in fuga calpestano il morente,
così il cavallo lo sovrasta!
Dillo, strega incantevole, oh! dillo se lo sai,
al moribondo che già il lupo fiuta
e il corvo tiene d'occhio,
al soldato in brandelli! se deve disperare
d'aver mai la sua croce, la sua tomba,
povero moribondo che già il lupo fiuta!
A un cielo pece e fango come si può dar luce?
Come si fa a strappare
tenebre così dense, senz'alba, senza sera,
senza stelle né funebri bagliori?
A un cielo pece e fango come si può dar luce?