lunedì, 30 giugno 2008
ultimi raconti
«Le storie si raccontano da quando esiste la parola, e priva di storie la razza umana sarebbe perita, come sarebbe perita priva d'acqua».
Anche questa raccolta dell'instancabile narratrice Karen Blixen, che di storie ne ha narrate «una più di mille», conquista per la sua magia, per i suoi intrecci che rapiscono, trascinano, trattengono, e sfiora la perfezione del silenzio e della pagina bianca: «Chi, allora, racconta una storia ancora più bella delle nostre? Il silenzio. E dove si legge una storia più profonda di quelle scritte sulla pagina più squisitamente stampata del più prezioso di tutti i libri? Sulla pagina bianca. Quando una penna regale e coraggiosa, nel momento della sua più alta ispirazione, ha finito di scrivere la sua storia con l'inchiostro più raro... dove, in quel momento, si può leggere un racconto ancora più profondo, più soave, più allegro e più crudele di quello? Sulla pagina bianca».
aggiornamento sfida dei 50 libri per 1 anno: 36di50.
aggiornamento sfida delle nazionalità: 9di10.
responso di heraclitus delle ore
06:33
sabato, 28 giugno 2008
una solitudine troppo rumorosa
«Da trentacinque anni lavoro alla carta vecchia ed è la mia love story. Da trentacinque anni presso carta vecchia e libri, da trentacinque anni mi imbratto con i caratteri, sicché assomiglio alle enciclopedie, delle quali in quegli anni avrò pressato sicuramente trenta quintali, sono una brocca piena di acqua viva e morta, basta inclinarsi un poco e da me scorrono pensieri tutti belli, contro la mia volontà sono istruito».
Questo l'incipit di questo splendido romanzo di Hrabal, ricco di poesia, filosofia e religione, in cui il protagonista trasforma il suo lavoro di distruzione in un vero e proprio atto di creazione, trasformando la carta pressata in vere e proprie opere d'arte, inserendo al centro dei parallelepipedi cartacei una frase, un frammento di un libro e ricoprendo il tutto con stampe d'arte.
aggiornamento sfida dei 50 libri per 1 anno: 35di50.
aggiornamento sfida delle nazionalità: 8di10.
responso di heraclitus delle ore
09:03
mercoledì, 25 giugno 2008
le notti bianche
Uno splendido raconto di Dostoevskij il cui protagonista è un sognatore, che «non è un uomo ma, vedete, è piuttosto un essere di genere neutro. Si stabilisce per lo più in qualche angolo inaccessibile, come se volesse nascondersi persino alla luce del giorno e, una volta installato nella sua tana, vi si attacca come una lumaca al guscio e, per lo meno sotto questo punto di vista, rassomiglia molto a quell'interessante animale che è insieme animale e casa e che si chiama tartaruga. E perché credete che egli ami tanto le sue quattro mura, dipinte immancabilmente di verde, polverose, tristi e affumicate in maniera incredibile?».
aggiornamento sfida dei 50 libri per 1 anno: 34di50.
aggiornamento sfida delle nazionalità: 7di10.
responso di heraclitus delle ore
08:44
lunedì, 23 giugno 2008
esami (2)
Stavolta gli orali, stavolta le mie materie.
Sai chi era Martin Lutero?
Certo, quello che ha lottato per i diritti dei neri.
Che lavoro faceva la madre di Socrate?
L'allevatrice di bambini.
responso di heraclitus delle ore
10:43
mercoledì, 18 giugno 2008
bellezza e tristezza
Bello e triste, come - per usare immagini contenute nello stesso romanzo di Kawabata - un collo stupendo in cui infilare un rasoio con gesto di squisita gentilezza, come dita che potrebbero sciogliersi in bocca in un attimo e che fanno venir voglia di reciderle facilmente con i denti.
A rendere ancora più affascinante questo testo di cerimonie e vendette, alcune interessantissime riflessioni sull'arte, sulla scrittura, sul linguaggio.
«Non esiste una ragione per cui una persona debba morire giovane, soltanto perché è stata la modella di un'opera famosa in gioventù. Poi è sempre un errore andare in cerca del modello di un'opera d'arte».
«Sai con quali caratteri si scrive la parola omiotsuke, zuppa di miso? Le prime tre sillabe, o, mi, o, sono tutti termini onorifici, e soltanto tsuke è sostantivo. Tutti quei termini onorifici vengono aggiunti per dimostrare l'importanza e la difficoltà di preparare una buona zuppa di miso. Non è raro nel Kensai aggiungere il termine onorifico a sostantivi come pesci o verdure, monti o fiumi, case o strade e perfino a fenomeni astronomici e metereologici».
aggiornamento sfida dei 50 libri per 1 anno: 33di50.
aggiornamento sfida delle nazionalità: 6di10.

Aggiungo a commento questa illustrazione dell'artista taiwanese Chen Shu Fen, scoperto sul blog di Sakkaku.
responso di heraclitus delle ore
09:12
domenica, 15 giugno 2008
lunar park
«Al di là di quanto possano apparire orribili gli eventi qui descritti, c'è una cosa che dovete ricordare mentre tenete questo libro tra le mani: tutto ciò che leggerete è realmente accaduto, ogni parola è vera».
Così termina il primo capitolo di Lunar Park, di Bret Easton Ellis, in cui l'autore narra una propria pseudo-biografia a partire dalla quale costruirà, nei capitoli successivi, un romanzo di orrori, allucinazioni, ossessioni ma, soprattutto, di difficili rapporti familiari, soprattutto padri-figli. Per questa commistione di horror soprannaturale e di "analisi psicologica" dei personaggi, quello di Ellis mi ha ricordato lo stile di Stephen King, e mi è quindi piaciuto molto.
Altro elemento che ho assai apprezzato, le abbondanti citazioni di cultura pop che sorreggono e aggiungono senso alla narrazione: i videogiochi («studiò un gioco per il computer, Quake III»), la musica («io volevo travestirmi da Eminem», «assieme agli onnipresenti poster dei Beastie Boys e dei Limp Bizkit», «si traveste da Posh Spice», «cercava di aprire un cd dei Backstreet Boys»), i dvd («possiamo comprare il dvd di Matrix?», «tra pile di dvd dei Simpson e di South Park») e tutto ciò che riempie le stanze dei ragazzi («pupazzetti giapponesi erano allineati sugli scaffali della libreria che conteneva perlopiù riviste di wrestling e l'intera serie di Harry Potter»); la letteratura e i programmi tv («la obbliga a leggere tascabili di Milan Kundera e a guardare Ok il prezzo è giusto!»); i cartoni («Eccellente -. Feci la mia imitazione di Monty Burns»).
«Le feste erano il mio ambiente di lavoro. Erano il mio mercato, il mio campo di battaglia, dove stringere amicizie, incontrare amanti, concludere affari. Le feste sembravano qualcosa di frivolo e casuale e privo di forma, ma in realtà erano eventi con trame intricate e coreografie di prim'ordine. Nel mondo in cui ero cresciuto, le feste erano la superficie su cui si svolgeva la vita quotidiana».
aggiornamento sfida dei 50 libri per 1 anno: 32di50.
aggiornamento sfida delle nazionalità: 5di10.
responso di heraclitus delle ore
08:36
mercoledì, 11 giugno 2008
esami
Tempo di esami, e si comincia con la prova di italiano.
Saltando a pie' pari il tema di storia, cimentandosi in pochi con quello di letteratura, la maggior parte degli studenti si è buttata sulla traccia d'attualità, pensando - chissà perché - di avere comunque qualcosa da dire...
Argomento: i problemi dell'immigrazione.
Ecco un paio di perle:
- secondo un ragazzo, a tutti gli stranieri che entrano in Italia andrebbero prese le orme digitali;
- secondo un altro, invece, uno dei motivi che spinge gli immigrati a scegliere il nostro Paese come meta sono le nostre attrattive artistiche e culturali.
responso di heraclitus delle ore
21:08
lunedì, 09 giugno 2008
rivoluzione permanente
Lei voleva andare in un ristorante giapponese, ma non solo. Voleva andare in un posto dove, diceva la guida, ci si sedeva sul tatami.
Lui pensò che se avesse vissuto cent'anni prima di incontrarla, avrebbe fatto le stesse tre o quattro cose nello stesso ordine ogni giorno, e poi, non appena conosciuta lei, a cento e uno anni, si sarebbe seduto sul pavimento a mangiare alghe marine.
responso di heraclitus delle ore
06:39
domenica, 08 giugno 2008
letture del 2007
Nominato dalla Gonza, rispondo con l'elenco dei dieci libri più belli da me letti l'anno scorso.
Visto che, a differenza di ciò che sta accadendo quest'anno, quello passato è stato caratterizzato da una preponderante presenza di letture saggistiche rispetto a quelle narrative, ho pensato di fare una classifica composta per metà di saggi e per metà di romanzi.
L'ordine è casuale.
I cinque libri letterari che mi sono piaciuti di più:
Non è una bellissima classifica, ma è proprio che non ho letto moltissimi romanzi l'anno scorso. Perciò è meglio passare ai saggi:
Non nomino nessuno per continuare questa catena, ma chi vuole può farlo liberamente.
responso di heraclitus delle ore
08:26
mercoledì, 04 giugno 2008
un weekend postmoderno (4)
Di questa seconda parte di Fauna d'arte ho trovato interessante l'idea di teatro portata avanti da molti dei personaggi incontrati e raccontati da Tondelli.
Mi è piaciuto il riferimento a Jean Genet, che adoro, al suo stile narrativo - «Genet è uno di quegli autori che danno la loro letteratura come "corpo straziato" e allora, quando li avvicini, non puoi far altro che prendere dei brani, coinvolgerti in una frammentazione continua...» - e alla sua idea di teatro "cimiteriale" - «i teatri dovrebbero essere costruiti a ridosso, o addirittura dentro, i cimiteri. Il rapporto del teatro con la morte, le apparizioni degli attori come fantasmi della morte eccetera».
Mi è piaciuta l'idea di teatro come opera d'arte totale - «nel panorama della "nuova spettacolarità" italiana in cui sempre più spesso il teatro si fonde con il cinema, con le arti visive, la musica rock, dove gli attori sono più acrobati o mimi o danzatori che altisonanti dicitori di testi letterari, dove lo spazio scenico assomiglia sempre più a monitor televisivi in cui si cambia canale e programma ogni cinque secondi, non poteva mancare il tentativo di sposare il teatro con l'architettura, dando luogo a performance altamente spettacolari in cui la multimedialità fila dritta dritta verso l'opera d'arte totale» -, che tanto mi ricorda, per parlare dei nostri giorni, gli spettacoli di Antonio Latella (che, casualità?, ha spesso messo in scena Genet).
responso di heraclitus delle ore
05:37
lunedì, 02 giugno 2008
tutto in un giorno
Giornata assolutamente dedicata alla lettura.
Prima un bel duetto col teatrale testo della Nothomb Libri da ardere. Al solito la sua scrittura è fulminante, leggera, ironica ma insieme riflessiva e profonda.
Invertiamo ed estremizziamo la solita domanda "quali libri porteresti su un'isola deserta?": "quali libri della tua libreria getteresti per primi nel fuoco?
".
Poi ancora un duetto, stavolta sul testo Piccoli crimini coniugali di Schmitt. Un libro, anche in questo caso, divertente e acuto insieme, una riflessione sulla coppia non banale: quando vedi due persone che si sposano, la domanda da farsi è chi ucciderà l'altro, ma forse, a volte, un piccolo crimine coniugale è quello che ci vuole per ridar vita al rapporto.
Infine, Il manoscritto di Brodie di Borges. Una raccolta di undici racconti che, devo confessare, non è che mi abbiano appassionato molto né lasciato qualcosa di memorabile. Il tutto un po' piatto e ripetitivo.
Giusto una citazione, sul ricordare e raccontare una storia: «Era evidente che tutti erano ubriachi; non so se per terra ci fossero due o tre bottiglie vuote o se sia l'abuso del cinema a suggerirmi questo falso ricordo».
aggiornamento sfida dei 50 libri per 1 anno: 29-30-31di50.
aggiornamento sfida delle nazionalità: 4di10.
responso di heraclitus delle ore
10:28
martedì, 27 maggio 2008
performance live
Ieri a Villa Torlonia performance live tratte da e ispirate a La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Lawrence Sterne.
Discussione sulle possibilità di un naso enorme:
È al di sopra della ragione.
È al di sotto della ragione.
È una questione di fede.
Ma che fede d’Egitto!
È possibile.
È impossibile.
Il potere di Dio è infinito, può fare qualsiasi cosa.
Non può far nulla che implichi una contraddizione.
Egli può fare tutto ciò che vuole.
Sì, come voi potreste ricavare un berretto di velluto da un orecchio di scrofa.
Può far fare cinque a due più due.
È falso.
Onnipotenza è onnipotenza.
Si può estendere, però, solo alle cose possibili.
Dio del cielo, Egli può creare un naso grande come il campanile di Strasburgo, se Gli aggrada.
Ora, essendo il campanile di Strasburgo il più grande e il più alto campanile di tutto il mondo, gli Antinasiani negavano che un naso lungo 175 metri potesse venir portato da un uomo di media statura.
I Papisti giuravano che era possibilissimo.
I Luterani dicevano che no, non poteva essere.
Ah, e dichiaro che con la parola "naso" intendo naso, niente di più... o meno...

responso di heraclitus delle ore
06:39
sabato, 24 maggio 2008
abbandonà ti/abbandònati ai videogiochi
Domenica 25 maggio ancora un appuntamento a Rieti, alle 17:00 al Bowling, questa volta per confrontare idee, opinioni ed esperienze sul tema dei videogiochi, sempre nello stile di Immaginare l'infanzia.
Un incontro per grandi e piccini con degustazione di videogiochi.
In preparazione di ciò, mi sono immerso nella lettura di tre saggi sull'argomento.
La raccolta di saggi C:cube, che analizza i nuovi linguaggi mediatici che prediligono l'immediato coinvolgimento del corpo e della sua attitudine performativa e la loro forma estetica capace di intrecciare un rapporto di interscambio con gli altri ambiti della creatività contemporanea.
La narrazione di storie e personaggi dei videogiochi compiuta da Jaime D'Alessandro in Play 2.0, una ricostruzione storica precisa, puntuale e anche narrativamente accattivante.
Infine, un'altra raccolta, a cura di Matteo Bittanti, Schermi interattivi, che ricostruisce e analizza il rapporto dei videogiochi con il cinema nei termini di rimediazione e narrazione transmediale, soprattutto sottolineando le peculiarità dei videogiochi e dei videogiocatori, che sono ad un tempo fruitori e produttori, attori e registi, consumatori e creatori, tessitori di un testo infinitamente aperto.
aggiornamento sfida dei 50 libri per 1 anno: 26-27-28di50.
responso di heraclitus delle ore
11:35
mercoledì, 21 maggio 2008
i figli di hùrin
Leggere Tolkien è sempre un piacere. Se poi la lettura si alterna alle splendide visioni delle tavole illustrate da Alan Lee, l'immersione nella narrazione sulle vicende della Terra di Mezzo è totale.
Questo romanzo, precedente, per quanto riguarda l'ambientazione, a Lo Hobbit e a Il Signore degli Anelli, ha la caratteristica epicità dell'autore, e una notevole punta di tragicità antica, direi edipica.
aggiornamento sfida delle nazionalità: 3di10.
aggiornamento sfida dei 50 libri per 1 anno: 25di50.
responso di heraclitus delle ore
06:29
domenica, 18 maggio 2008
pienone
responso di heraclitus delle ore
11:45